Ambiti di intervento

Disturbi dell’umore

I disturbi dell’umore in adolescenza comprendono condizioni come la depressione e, più raramente, il disturbo bipolare, e possono incidere profondamente sul benessere e sul funzionamento quotidiano del ragazzo.

Si tratta di condizioni da distinguere dalle normali oscillazioni dell’umore tipiche dell’adolescenza: quando tristezza, irritabilità o euforia diventano persistenti, intense e compromettono le relazioni, la scuola o il sonno, è opportuno un approfondimento clinico specialistico. Riconoscere precocemente i disturbi dell’umore permette di intervenire prima che il disagio si consolidi nel tempo e influisca in modo più marcato sullo sviluppo psicologico e relazionale del ragazzo.

Disturbi dell'umore negli adolescenti: la dottoressa Giada Lunardi durante un colloquio con una ragazza

I disturbi dell’umore possono manifestarsi in modi diversi da ragazzo a ragazzo, e non sempre è facile distinguerli, in una prima fase, dalle naturali fluttuazioni emotive dell’adolescenza. Per questo la valutazione clinica tiene conto non solo dei sintomi riferiti, ma anche della loro durata, della loro intensità e dell’impatto che hanno sulla vita quotidiana — a scuola, in famiglia, nelle relazioni con i coetanei. Un disturbo dell’umore non trattato può incidere sul rendimento scolastico, sull’autostima e sulle relazioni sociali del ragazzo, ed è per questo che un riconoscimento tempestivo, seguito da un percorso di cura costruito su misura, fa una differenza significativa nel tempo. È inoltre importante ricordare che i disturbi dell’umore possono presentarsi insieme ad altre difficoltà, come i disturbi d’ansia, e che una valutazione clinica completa aiuta a comprendere il quadro nel suo insieme, evitando interventi frammentari o poco efficaci.

Disturbi dell’umore in adolescenza: il percorso di presa in carico

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Come si manifesta

Tristezza persistente, perdita di interesse per le attività abituali, irritabilità, cambiamenti nel sonno e nell’appetito sono tra i segnali da non sottovalutare, specialmente se protratti nel tempo. Possono comparire anche difficoltà di concentrazione, stanchezza cronica e senso di inadeguatezza. Nel disturbo bipolare, più raro in questa fascia d’età, a fasi di umore depresso si alternano periodi di umore elevato o irritabile, con aumento dell’energia e riduzione del bisogno di sonno.

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La valutazione clinica

Un colloquio approfondito con il ragazzo e la famiglia permette di comprendere la natura, la durata e l’intensità del disturbo dell’umore, distinguendolo da reazioni transitorie a eventi di vita o da altre condizioni con sintomi simili.

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Il percorso di cura

Il trattamento è personalizzato e può comprendere un supporto psicoterapeutico, un lavoro sulle strategie di regolazione emotiva e, quando necessario, una valutazione per un trattamento farmacologico.

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La collaborazione con famiglia e scuola

Il coinvolgimento dei genitori è parte integrante del percorso: comprendere il funzionamento del disturbo aiuta a sostenere il ragazzo nella quotidianità, mentre un dialogo con la scuola, quando condiviso dalla famiglia, può favorire un ambiente più comprensivo nei momenti di maggiore difficoltà.

L’esercizio della professione medica è regolato dall’iscrizione al relativo Albo professionale, quale l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vicenza. Per sapere come si svolge il primo incontro, visita la pagina Come si svolge la visita.

Domande frequenti

Le domande che i genitori mi fanno più spesso sui disturbi dell’umore in adolescenza, raccolte durante le visite in studio.

Qual è la differenza tra i normali sbalzi d’umore e un disturbo dell’umore?

Gli sbalzi d’umore fanno parte dello sviluppo adolescenziale e sono generalmente transitori. Si parla di disturbo quando i sintomi sono persistenti — per un episodio depressivo, da almeno due settimane — presenti nella maggior parte della giornata, e compromettono in modo significativo le relazioni, la scuola o le attività quotidiane del ragazzo.

A che età possono comparire i disturbi dell’umore?

La depressione può manifestarsi già in età scolare, ma diventa più frequente in adolescenza; il disturbo bipolare, più raro, esordisce tipicamente in tarda adolescenza o nella prima età adulta, anche se non mancano casi a esordio più precoce.

Come capire se serve una valutazione specialistica?

Se i segnali di tristezza, irritabilità o ritiro persistono da alcune settimane, si accompagnano a cambiamenti nel sonno, nell’appetito o nel rendimento scolastico, oppure interferiscono con le relazioni familiari e sociali, è opportuno richiedere una valutazione clinica specialistica.

Serve sempre un farmaco?

No. Il trattamento farmacologico non è la prima scelta nella maggior parte dei casi e viene considerato solo per le forme più marcate o quando indicato da una valutazione specialistica, sempre insieme a — e non al posto di — un percorso psicoterapeutico.

Il disturbo bipolare si presenta come nell’adulto?

Non sempre: in adolescenza il disturbo bipolare può manifestarsi con quadri meno tipici, ad esempio con irritabilità marcata più che euforia, ed episodi che si alternano con andamenti meno netti rispetto all’età adulta. Per questo una valutazione specialistica accurata è particolarmente importante in questa fascia d’età.

È possibile prevenire i disturbi dell’umore in adolescenza?

Non è possibile prevenirli in senso assoluto, ma un ambiente familiare e scolastico che favorisce il dialogo, il riconoscimento delle emozioni e la richiesta di aiuto quando necessario, rappresenta un fattore protettivo importante. Anche una diagnosi e una presa in carico tempestive contribuiscono a ridurre l’impatto del disturbo nel tempo.