Ambiti di intervento

Disturbi d’ansia

L’ansia è un’emozione naturale, ma quando diventa eccessiva, persistente e limitante può configurarsi come un vero e proprio disturbo, con un impatto significativo sulla vita quotidiana dell’adolescente.

I disturbi d’ansia sono tra le condizioni psicopatologiche più frequenti in età evolutiva: non è raro che bambini e adolescenti sperimentino, nel corso dello sviluppo, problemi d’ansia clinicamente rilevanti. Riconoscerli precocemente permette di intervenire prima che l’ansia condizioni in modo stabile le relazioni, il rendimento scolastico e il benessere psicologico del ragazzo.

Disturbi d'ansia in adolescenza: la dottoressa Giada Lunardi durante un colloquio con una ragazza

Non tutta l’ansia è motivo di preoccupazione: un certo grado di attivazione emotiva è normale, ad esempio prima di una verifica o di un evento importante. Si parla invece di disturbi d’ansia quando la paura o la preoccupazione sono sproporzionate rispetto alla situazione reale, persistono nel tempo e portano il ragazzo a evitare sistematicamente le situazioni temute. I problemi d’ansia possono presentarsi in forme diverse — ansia generalizzata, ansia sociale, attacchi di panico, fobie specifiche — e spesso si associano tra loro o ad altre difficoltà, come i disturbi dell’umore. Una valutazione clinica accurata è il primo passo per distinguere queste forme e costruire un percorso di cura mirato. Per questo motivo, parlare apertamente con il proprio medico o con lo specialista di riferimento aiuta a chiarire dubbi e preoccupazioni fin dalle prime fasi.

Disturbi d’ansia in adolescenza: il percorso di presa in carico

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Come si manifesta

Preoccupazione eccessiva, sintomi fisici (tachicardia, tensione muscolare, difficoltà respiratorie, disturbi del sonno), evitamento di situazioni temute: i disturbi d’ansia possono assumere forme diverse, dal disturbo d’ansia generalizzata agli attacchi di panico, dall’ansia sociale alle fobie specifiche. Nei bambini più piccoli, i problemi d’ansia si manifestano spesso anche attraverso mal di pancia, mal di testa o rifiuto scolastico.

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La valutazione clinica

Un colloquio approfondito con il ragazzo e la famiglia permette di comprendere l’origine e le caratteristiche specifiche dell’ansia, distinguendo le forme fisiologiche da quelle cliniche e individuando eventuali fattori scatenanti o di mantenimento.

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Il percorso terapeutico

L’intervento può comprendere un supporto psicoterapeutico, tecniche di gestione dell’ansia e, nei casi più marcati, una valutazione per un eventuale trattamento farmacologico, sempre personalizzato sulle esigenze del ragazzo.

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La collaborazione con famiglia e scuola

Coinvolgere i genitori nella comprensione del disturbo e, quando utile, dialogare con la scuola aiuta a costruire un ambiente più sereno attorno al ragazzo, riducendo le situazioni che alimentano l’ansia nella quotidianità.

L’esercizio della professione medica è regolato dall’iscrizione al relativo Albo professionale, quale l’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Vicenza. Per sapere come si svolge il primo incontro, visita la pagina Come si svolge la visita.

Domande frequenti

Le domande che i genitori mi fanno più spesso sui disturbi d’ansia in adolescenza, raccolte durante le visite in studio.

Qual è la differenza tra ansia normale e un disturbo d’ansia?

Una certa quota di ansia è normale e adattiva, ad esempio prima di un esame o di un evento importante. Si parla di disturbo quando l’ansia è sproporzionata rispetto alla situazione, persiste nel tempo, compare anche in assenza di reali motivi di preoccupazione e limita in modo significativo la vita quotidiana del ragazzo.

Quali sono i principali tipi di disturbi d’ansia in adolescenza?

Tra i più frequenti ci sono il disturbo d’ansia generalizzata, il disturbo di panico, l’ansia sociale e le fobie specifiche. Ognuno ha caratteristiche proprie, ma tutti condividono un nucleo comune di preoccupazione eccessiva e comportamenti di evitamento.

Come riconoscere i problemi d’ansia nei bambini più piccoli?

Nei bambini piccoli l’ansia si esprime spesso in modo indiretto: mal di pancia, mal di testa, difficoltà ad addormentarsi, pianto o rifiuto scolastico possono essere segnali da non sottovalutare, soprattutto se ricorrenti.

Serve sempre un farmaco per curare l’ansia?

No. Il trattamento farmacologico non è la prima scelta nella maggior parte dei casi: il percorso psicoterapeutico rappresenta generalmente l’intervento principale, mentre il farmaco viene considerato solo per le forme più marcate.

Quanto dura un percorso per un disturbo d’ansia?

Non esiste una durata standard: dipende dalla gravità del disturbo, dalla sua durata prima della presa in carico e dalla risposta individuale al trattamento. In molti casi si osservano miglioramenti significativi già nei primi mesi di percorso.

L’ansia in adolescenza può risolversi da sola?

In alcuni casi le manifestazioni più lievi si attenuano con la crescita, ma quando i problemi d’ansia sono persistenti e limitanti è consigliabile non aspettare: un intervento tempestivo riduce il rischio che il disturbo si consolidi nel tempo.

L’ansia può manifestarsi anche attraverso il corpo, senza una causa evidente?

Sì, è piuttosto comune: tensione muscolare, mal di stomaco, tachicardia o difficoltà a respirare possono essere espressioni fisiche dell’ansia, anche quando il ragazzo non riconosce consapevolmente di essere preoccupato. In questi casi una valutazione clinica aiuta a comprendere l’origine reale del sintomo.